Cooling poverty, comunità e territori: la transizione ecologica si costruisce solo insieme
Fa caldo e lo sappiamo. Quello che spesso ci sfugge è che non colpisce tutti (e tutte) allo stesso modo.
Se fuori ci sono 37 °C, in un appartamento senza aria condizionata la temperatura può superare i 40 °C. Per rinfrescarlo si arriva a spendere fino a 108 euro al mese, secondo una stima di Giovanni Montagnani per Will Media. E non tutti possono permetterselo.
Si chiama cooling poverty, la povertà da raffrescamento: una nuova frontiera della povertà energetica che interessa 48 milioni di cittadini europei, pari al 10,6% della popolazione (Dati Commissione Europea). Non significa soltanto non avere un condizionatore, ma vivere in abitazioni che trattengono il calore, in quartieri poveri di alberi e spazi verdi o non avere le risorse economiche per proteggersi dal caldo. Con 25 città italiane in allerta rossa nelle ultime settimane, questo tema riguarda sempre più persone.
È qui che la crisi climatica incontra la giustizia sociale. Le ondate di calore rendono più profonde disuguaglianze che esistevano già: colpiscono soprattutto chi vive in edifici poco efficienti dal punto di vista energetico - circa il 70% del patrimonio edilizio italiano, secondo ENEA - chi lavora all'aperto, chi non può lasciare la città durante l'estate e le persone più fragili. Le donne in gravidanza, ad esempio, sono tra le categorie più esposte: durante le ondate di calore aumenta del 3,8% il rischio di parto pretermine (Fonte: Environment International, 2026).
Cosa fanno le città per rispondere all’emergenza? Proprio come in una guerra, alcune città allestiscono rifugi climatici che rappresentano certamente un aiuto importante, ma non possono essere l'unica soluzione. Come ci ricorda Ferdinando Cotugno, la causa dell'ondata di calore non è il cambiamento climatico ma le scelte sbagliate nell’uso dell'energia fossile.
La risposta come sempre passa dai territori: le città che ripensano il verde urbano e la mobilità come infrastrutture sociali; le aree interne che sperimentano nuovi modi di vivere e valorizzare il proprio patrimonio e i servizi ecosistemici; le Regioni che provano ad affrontare problemi simili come incendi, siccità e allagamenti (vedi la proposta di legge di Regione Toscana)
Parigi ha dimezzato in 10 anni l’inquinamento con una progressiva limitazione dei veicoli più inquinanti, una nuova rete di mobilità dolce fatta da 1.100 km di piste ciclabili e 155.000 alberi piantumati in città; Barcellona ha sviluppato pionieristicamente una rete di rifugi climatici strutturali; Vienna una strategie urbana contro le isole di calore mentre a Firenze il Piano del Verde e degli Spazi aperti sta integrando il principio 3-30-300 per garantire a tutti 3 alberi visibili dalla propria finestre, 30% di copertura arborea nel quartiere e 300 metri di distanza massima da un'area verde.
Per costruire politiche davvero efficaci bisogna ascoltare le esperienze, i bisogni e le aspirazioni delle comunità. Come hanno fatto a Brescia, dove il nuovo Piano Aria e Clima è stato elaborato insieme a tutta la città, inclusi bambini e detenuti, chiamati a contribuire con idee, laboratori e perfino una fiaba sul cambiamento climatico.
L’impegno di LAMA
È da questa convinzione che nasce anche il nostro lavoro. Accompagnare la transizione ecologica significa creare le condizioni perché cittadini, istituzioni e territori possano progettare insieme risposte capaci di produrre benefici ambientali e sociali insieme. Perché l'adattamento climatico non è soltanto una sfida ambientale ma più che mai una sfida collettiva: riguarda il modo in cui scegliamo di prenderci cura dei luoghi e delle persone che li abitano perché la transizione o è giusta e inclusiva o non può funzionare.
Ecco alcuni dei nostri progetti più significativi sul clima, territori e comunità:
Climate Justice is Gender Justice, la campagna di awareness sulla giustizia ambientale in ottica di genere e intersezionale che curiamo per Oxfam Italia riparte in autunno per riportare il tema al centro del dibattito intorno alla prossima COP31 di Antalya in Turchia. Segui l’account IG @climatejusticeisgenderjustice.
Firenze per il clima, uno dei primi percorsi in Italia di coinvolgimento della cittadinanza nella definizione della strategia per la neutralità climatica che abbiamo seguito per il Comune di Firenze, realizzando il pilota dell’Assemblea cittadina per il clima e tavoli di confronto di stakeholders locali e di studenti medi superiori. Segui l’account IG @firenzeperilclima.
Custodi del verde: nato come progetto bandiera di Firenze per il clima, questo percorso coinvolge i cittadini nella cura condivisa della più importante infrastruttura rinfrescante della città: il verde pubblico.
EURADAPT: il progetto europeo in cui facilitiamo lo scambio di buone pratiche di adattamento ai cambiamenti climatici tra 8 regioni europee per imparare come gestire la scarsità d’acqua e proteggere le infrastrutture, ma anche come coinvolgere cittadini e stakeholders locali nella co-creazione di soluzioni per diventare resilienti ai cambiamenti climatici. Segui il progetto su Facebook e LinkedIn.
Cos’hanno in comune un parco vicino alla Certosa di Firenze e una villa Liberty in centro a Bologna? Sono due spazi del Demanio che gestiamo in concessione e che abbiamo trasformato non solo in luoghi di inclusione e attivazione, ma anche aree animate e verdi di cui ci prendiamo cura che offrono ombra nella torrida estate delle città. Scopri la programmazione estiva di Riottosa(IG @riottosa.firenze) e Test - Nuovo Prototipo Urbano(IG @test_bologna).
Coolacation in Toscana: il Festival della Montagna Fiorentina è la destinazione ideale per riconnettersi con la natura e godere di un po’ di fresco a 40 minuti da Firenze. Scopri gli eventi fino al 13 settembre sul sito di Montagna Fiorentina(IG: @montagnafiorentina).
Vuoi avviare un percorso partecipato per una transizione ecologica giusta nella tua città o nel tuo territorio?
Osservatorio Italiano sulla Povertà Energetica: il punto di riferimento scientifico sul tema della povertà energetica in Italia con studi e rapporti sullo Stato della povertà energetica in Italia;
CMCC - Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici offre approfondimenti su energia, adattamento e cooling poverty;
Primavera ambientale e il podcast Tempo di ritorno di Ferdinando Cotugno, giornalista e divulgatore;
Eco-welfare e complessità urbane della povertà energeticadi Lorenzo De Vidovich, tra i primi ricercatori italiani a portare il tema della cooling poverty nel dibattito pubblico;
Cambiamento climatico: conseguenze, disuguaglianze e segnali di speranzadi Oxfam Italia, un'introduzione chiara al concetto di giustizia climatica, con un focus sulle responsabilità, sulle disuguaglianze e sulle politiche necessarie per una transizione giusta;
Addressing Residential Cooling Demand and Summer Energy Poverty in the EU del Joint Research Centre della Commissione europea;
Scenari per l'Italia al 2030 e al 2050, Rapporto ASviS 2026.